L’effetto cobra- L’applicazione del pensiero sistemico nel processo decisionale

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
L'effetto di Cobra

L’effetto cobra

Nella lezione precedente abbiamo affrontato un punto importante nella risoluzione dei problemi: per valutare gli effetti e i risultati di una soluzione, non possiamo giudicare a priori se è efficace o meno, né basarci solo sul suo costo potenziale.

Cobra

Per valutare l’efficacia di una soluzione dobbiamo prima considerare in quali aree e in quale arco di tempo apporterà degli effetti.

Questi fattori, che nei testi specialistici sono definiti come ‘portata degli effetti’ e ‘orizzonte temporale’, trovano la loro sintesi nel cosiddetto ‘effetto cobra’.

In questa lezione passeremo in rassegna la storia che ha dato origine a questo termine.

 

Qual è la storia dell’effetto cobra e perché l’effetto cobra è così famoso in tutto il mondo?

Decenni fa, quando l’India era una colonia britannica, il numero di cobra a Delhi era aumentato notevolmente.

Quando il fenomeno diventò pericoloso e incontrollabile, il governatore decise di affrontarlo coinvolgendo la popolazione.

Foto di un Ragazzo con cobra

Decise di offrire un premio per ogni serpente morto consegnato.

All’inizio questa politica fu molto efficace: furono consegnati molti esemplari e sembrava che il numero di cobra fosse destinato a diminuire.

Ma sorprendentemente, dopo qualche tempo, il numero di serpenti morti continuava ad aumentare di giorno in giorno.

 

Forse puoi indovinare ciò che stava accadendo…

I cittadini capirono che da questo lavoro si potevano trarre degli ottimi guadagni.

Di conseguenza, anziché dare la caccia ai serpenti selvatici, sempre più persone se ne presero cura.

Iniziarono ad allevare i serpenti per poi ucciderli e dire alle autorità di averli trovati per le strade, così da poter intascare il loro premio.

 

Svelato l’inganno, il governo annunciò che non avrebbe più pagato la taglia sui cobra morti.

 

Ora immagina la situazione di coloro che avevano allevato molti serpenti in casa per ucciderli e consegnarli al governo.

Constatando che l’attività di cattura dei serpenti non dava più nessun vantaggio economico, le persone decisero di allontanare i serpenti dalle loro abitazioni, lasciandoli in libera circolazione ovunque.

 

Probabilmente ora puoi indovinare il problema che emerse a questo punto.

Proprio come qualcuno dall’altra parte della città stava lasciando andare i suoi serpenti vicino a una casa, il proprietario di quella casa stava liberando i suoi da qualche altra parte in città (forse vicino alla casa del primo!).

 

L’intuizione e il giudizio precoci stabilirono che il problema dei serpenti in città potesse essere facilmente risolto pagando ricompense materiali e chiedendo aiuto alla popolazione.

Ma quello che si è verificato è stato un aumento del numero di serpenti in circolazione.

Sulla base dell‘esperienza di Delhi, le soluzioni che, contrariamente alle stime iniziali, nel corso del tempo danno il risultato opposto, sono chiamate ‘effetto cobra’.

Foto di un Serpente cobra

L’effetto ratto: un’altra versione dell’effetto cobra

Consideriamo un altro esempio, in un altro luogo nel mondo.

Quando il Vietnam era una colonia francese, nella città di Hanoi viveva un gran numero di ratti.

Il governo vietnamita decise, come nel caso indiano, di lavorare con i cittadini per trovare una soluzione forte e rapida al fine di ridurre la presenza dei ratti.

Il governo approvò un piano che permetteva di uccidere e seppellire i roditori, tagliarne le code, consegnarle al quartier generale e ricevere ricompense in denaro.

Foto di un ratto

Dopo qualche tempo, in città si vide un gran numero di ratti con le code mozzate. Ormai le persone rispettavano i topi, vedendoli come fonte di reddito.

Tutti stavano contribuendo alla conservazione e alla riproduzione dei topi, semplicemente ne tagliavano la coda per consegnarla al governo e ricevere la loro ricompensa.

Ma stavano molto attenti affinché i topi non si ferissero gravemente e tornassero alla loro comunità, continuando a riprodursi.

 

Nell’analisi aziendale, non guardiamo solo all’effetto iniziale delle decisioni

C’è un aspetto in comune in entrambi i casi: venne considerato solo il primo effetto delle decisioni, quello più immediato.

Tuttavia, se ampliamo i nostri orizzonti, vedremo che quasi ogni decisione genera una catena di eventi e che non è possibile analizzare gli effetti di una decisione senza prenderli in considerazione.

Ancora oggi, in economia e in ambito aziendale, si possono riconoscere le conseguenze negative di decisioni non ponderate sul lungo termine e ad ampio spettro.

 

Negli ultimi anni, in Italia, i sostegni alle imprese sulle nuove assunzioni di giovani hanno creato problemi simili all’effetto cobra.

Per contrastare la disoccupazione giovanile, il governo ha concesso degli sgravi fiscali alle aziende che avessero assunto dei giovani lavoratori.

Ma una volta assunti i nuovi dipendenti, ogni impresa che ha beneficiato di questa misura governativa avrebbe dovuto fare i conti con il pagamento mensile degli stipendi.

Questo ha portato a stipulare contratti a tempo determinato, di breve durata, le cui possibilità di trasformarsi in contratti a tempo indeterminato erano molto basse.

E così si sono verificati (e si verificano tuttora) due fenomeni correlati, che potremmo interpretare come le due facce della stessa medaglia.


Da una parte, in diverse aziende c’è un continuo cambiamento delle figure del personale, con l’uscita di dipendenti assunti da poco e l’ingresso di nuovi dipendenti da formare, il che richiede uno sforzo ai lavoratori assunti da più tempo, che devono continuamente adattarsi ai nuovi arrivati e formarli nelle mansioni da svolgere.


Dall’altra parte, si assiste al triste fenomeno di una generazione senza certezze, schiacciata dall’angoscia del precariato a vita, che per necessità passa da un impiego a un altro senza avere il tempo necessario per affinare le proprie competenze sul campo.


Un fenomeno la cui deriva più drastica è l’aumento del numero di NEET (Not in Education, Employment or Training), persone che non hanno un impiego, né lo cercano; giovani che hanno terminato gli studi obbligatori e non frequentano nessun corso di aggiornamento professionale.

 

Rimanendo nella dimensione aziendale, possiamo parlare dell’uso delle telecamere interne.

Nelle aziende in cui è stata adottata questa misura, la sgradita sensazione di essere costantemente sotto osservazione diventa una delle preoccupazioni dei dipendenti.

In precedenza, alcuni dipendenti si prendevano più spesso una pausa dal lavoro e altri rimanevano concentrati sulle proprie mansioni.

L’uso delle telecamere, probabilmente, ha l’obiettivo di disincentivare il lassismo e di portare i primi al livello di efficienza e produttività dei secondi.

Ma in realtà l’installazione delle telecamere ha creato in tutti lo stesso tormento:

“Dove siamo visti?

Dove non ci vedono?”

In questi ambienti, anche i dipendenti più volenterosi preferiscono rifugiarsi in punti ciechi per diversi minuti durante la giornata.

Quindi, mentre i dipendenti del primo gruppo continuano a sottovalutare il lavoro, a dormire con gli occhi aperti sul monitor e a rifugiarsi negli angoli ciechi ogni volta che sono stanchi, ‌lavorare sotto osservazione e fuggire dallo sguardo delle videocamere diventa anche per i dipendenti più impegnati un’ulteriore preoccupazione da gestire, insieme alle già numerose preoccupazioni quotidiane.

Continua leggere su OttimoAcademy.it

ottimosito_admin

ottimosito_admin

0

Leave a Replay

2 risposte

  1. Possiamo anche vedere questo effetto nel fumo:

    Chi fuma per aumentare la propria forza mentale ed efficienza in modo che possano fare meglio ciò che vogliono e avere successo a breve termine.

    Ma a lungo termine, questo ridurrà l’efficienza mentale e la persona dovrà fumare di più, e questo ciclo continuerà.

  2. Il fattore più importante nella progettazione del comportamento del cliente/pubblico è la motivazione. Esistono diversi tipi di motivatori:

    – Incentivo: economico, sociale
    – Motivazione: Etica

    Il punto cruciale nella progettazione del comportamento del cliente/pubblico è fare attenzione a non interferire con i motivatori. Questo è un problema che Daniel Ariel affronta nel quarto capitolo del suo libro, Predictable Nonsense.

    La storia dell’effetto cobra o topo discussa in questa lezione si riferisce anche all’errore di progettazione dei responsabili politici in motivi contrastanti. Dove avrebbero dovuto usare motivazioni sociali o morali (come incoraggiamento spirituale, motivi religiosi, medaglie d’onore, ecc.) invece di motivazioni economiche (denaro).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tieniti aggiornato sui corsi on line e sulle promozioni